Carbonara: 5 errori imperdonabili

A Roma, capitale d’Italia e della Chiesa, il concetto di “sacro” è di fondamentale importanza. Se c’è ‘sacralità’ ci sono regole, se esistono regole nascono errori da non commettere. Se esistono errori, servono delle guide per non cadere nel ‘profano’. Così come la città, anche le sue creature seguono lo stesso iter e la carbonara è una di queste. Se non la creatura. 

 

Ha origine nel secondo dopoguerra e si diffonde rapidamente per un luogo comune a tanti piatti oggi noti nella Capitale: la povertà dei suoi ingredienti. Si dice abbia avuto immediato successo grazie al “bacon” importato dagli americani o grazie alla larga diffusione tra i “carbonai” - per l’appunto -, coloro che erano disposti a trasformare legna in carbone.

 

 

Anche se nato nella leggenda e nel mistero, il piatto della carbonara ha delle linee guida ben precise da rispettare, in modo da non cadere in trappola davanti ai propri ospiti e soprattutto di non tradire la propria romanità. Di errori non ne mancano e dato che vi vogliamo preparati in vista del Festival della Carbonara, il 19, 20 e 21 gennaio da Eataly Roma Ostiense, ve ne elencheremo alcuni:

 

 

 

La pasta giusta

 

 

 

Partiamo con le idee chiare. Non improvvisatevi chef buttando nell’acqua il primo tipo di pasta che vi capita sotto mano. Per una carbonara ideale ci sono poche vie ma buone: il classico spaghetto (infallibile) o il rigatone, (doveste non averlo, vanno bene anche le mezze maniche). Con il primo potrete assaporare il piatto in tutta la sua cremosità, nel secondo caso il guanciale all’interno del rigatone è un boccone tutto da assaporare.

 

 

 

Niente parmigiano

 

È assolutamente vietato. Essendo un piatto diffusosi tra il Lazio e l’Abruzzo, il pecorino - formaggio da grattugia locale - è il protagonista indicato. Guai a confondersi, il gusto del piatto cambierebbe del tutto.

 

Niente mantecata “a fuoco”

 

Una volta preparata la crema a base di uova, pecorino e pepe, mai (sottolineiamo: mai) versarla nella padella e mantecare. Rischio frittata dietro l’angolo. In padella va ‘rosolato’ solo il guanciale. Una volta versata la crema datele esclusivamente il tempo di amalgamarsi alla pasta, poi dritti nel piatto.

 

Niente panna, aglio o cipolla

 

 

Potrebbero arrestarvi per questo. Limitatevi al pepe.

 

Guanciale, non pancetta!

 

L’abbiamo già accennato prima ma è fondamentale ribadirlo: il guanciale rende la carbonara perfetta, la pancetta invece è la prova inconfutabile d’imperfezione. Può piacere, non lo neghiamo, e molti al nord la usano per irreperibilità dell’ingrediente madre. Ma se vivi a Roma non esitare, la regola è accessibile e pure più gustosa.

 

 

 

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